Underground Bodybuilding Militia

Campionato nazionale NBFI - UBM

9° CAMPIONATO ITALIANO NBFI – FIGLINE VALDARNO

 

Sabato 7 settembre a Figline Valdarno (FI), si è tenuto il 9° Campionato Italiano NBFI.

La location è stata il cine-teatro Salesiani: un teatro non grandissimo, ma con una buona platea e decisamente ben servito per ciò che concerne i parcheggi, i ristoranti e gli hotel nelle vicinanze.

La partecipazione di atleti è stata medio alta con circa 117 partecipanti, di cui solo una sessantina appartenenti alle categorie di bodybuilding e questo fa molto pensare a quale sia il trend degli ultimi anni nel mondo agonistico.

Il teatro presenta una platea spaziosa in rapporto al numero di spettatori (tutto esaurito o quasi il sabato pomeriggio): comodo, non troppo caldo e con una buona visibilità.

Il palco era ben illuminato nella parte centrale, non troppo ampio sfortunatamente (dieci persone in line up ci stavano strette) e con una buona visibilità per la maggior parte della platea. Unico difetto è rappresentato, a mio avviso, dalla distorsione di volumi, causata dalle luci tra atleti a centro palco e quelli a lato. Questa pecca l’ho notata in molti confronti una volta effettuati gli scambi di posizione che, purtroppo, non sono stati sempre fatti in numero sufficiente (impossibile per chiunque giudicare e confrontare 10 atleti su di un unico line up).

La pumping room per gli atleti, era decisamente inadeguata negli spazi: atleti uno sopra l’altro e reale impossibilità di scaldarsi in maniera ottimale, senza invadere gli spazi e la tranquillità altrui. Altra grave carenza che accomuna la gara di sabato, a quasi tutte quelle cui partecipo in veste di trainer, è l’assenza delle docce. Penso che sia fondamentale per un atleta avere la possibilità di darsi una ripulita una volta sceso dal palco, tanto più in questa federazione che ammette l’uso del mallo.

Altra nota dolente è stata il prezzo del biglietto: 30€ per assistere allo spettacolo sono decisamente troppi per avvicinare nuovo pubblico che non sia quello rappresentato dalla famiglia e dagli amici degli atleti a questi eventi. A tal proposito voglio ricordare che un atleta, non contando i costi delle qualificazioni, ha dovuto pagare 100€ di iscrizione alla gara, 90€ per il test del poligrafo, hotel per una o due notti, cibo, benzina, autostrada, etc: insomma, un massacro!

Dal punto di vista organizzativo, la NBFI si dimostra impeccabile con meeting atleti il giorno prima della gara, operazioni di peso spedite e trasparenti e con una buonissima comunicazione delle tempistiche delle scalette per salire sul palco. Tempi della manifestazione contenuti, sempre rispettatati, e celeri (a volte fin troppo, ma non riesco proprio a lamentarmi di questo date le altre federazioni).

Da un punto di vista prettamente professionale una cosa sgradevole che ho visto e che aleggiava nel backstage da parte delle persone non coinvolte, è stata la sponsorizzazione della gara da parte di due team di preparatori. Non penso abbia inciso sulle classifiche in realtà (che ho condiviso per la gran parte), ma è stato sicuramente inopportuno e spiacevole sotto certi punti di vista.

Passando a parlare del livello medio della federazione, ho ritrovato una federazione sicuramente di serie A ,con la presenza di grandi nomi e molte eccellenze e questo è un lato positivo e negativo allo stesso tempo (con tutte le inferenze che si possono fare a riguardo).

In alcune categorie, il livello era davvero spaziale e la federazione ha fatto tutto quanto in suo potere per tutelare la credibilità della gara e gli atleti ad essa partecipanti. Non si può infatti negare lo sforzo profuso nella lotta al doping (con tutti i limiti esistenti e per quanto possa realmente valere all’atto pratico) con colloqui, test del poligrafo ed esami delle urine a tutti i partecipanti. Sotto questo punto di vista gli atleti si sentono perlomeno un po’ più tutelati. Se vogliamo essere precisi e porre critiche costruttive va detto però, a ragion del vero, che ogni esame delle urine dovrebbe comportare la consegna del numero di provetta all’atleta per eventuali contro-analisi e la firma da parte dell’atleta stesso dopo aver effettuato il test.

Questo non è stato sempre fatto.

I giudizi delle categorie, per quello che ho potuto vedere e con le premesse sopra fatte, sono stati lineari, corretti e coerenti con le linee guida e politiche di federazione. È indubbio che NBFI non sia una federazione che esalta il conditioning degli atleti e questo, con mio grande rammarico, la allontana da quella che è la mia visione di stage-form e conditioning da gara.

NBFI, soprattutto quest’anno, ha premiato linee e volumi, evidenziando spesso disomogeneità eclatanti tra upper e lower body. Questo, a mio avviso, crea un punto di rottura nella lettura della condizione dell’atleta in quanto, per portare a livello gli arti inferiori, ad esempio, occorre accettare un contrappasso in termini di perdita di LBM dell’upper importante.

Non è quindi a mio avviso possibile premiare una gamba grossa e senza tagli e/o un gluteo grasso o un femorale totalmente piatto e questo lo dico a prescindere, sia chiaro, dalla categoria del mio atleta che è stata ben giudicata. Parlando di categorie, NBFI ha una politica per cui non ci sono categorie di peso fisse e questo per scoraggiare pratiche insalutari di taglio del peso e/o astensioni dall’idratazione (salvo poi vedere nel backstage atleti con vodka e rhum, ma questo è un altro discorso).

Questa scelta, per quanto nobile negli intenti, penalizza molto atleti e preparatori che si trovano spaesati ed in preda ad una roulette che può andare bene come male. Ultima cosa da dire sulle categorie NBFI è che sono categorie di solo peso e quindi gli atleti con parametri e fisicità prettamente H/P non trovano spazio, collocazione e riconoscimento delle proprie caratteristiche. Il clima che si respira è familiare, meno burocratico rispetto ad altre federazioni e questa è una cosa che ho apprezzato in maniera sincera.

Esco da questa gara sicuramente deluso per il risultato ottenuto, ma fortemente soddisfatto per ciò che ho portato sul palco e per ciò che ho mostrato del mio lavoro.

Per me era importante mostrare un’alternativa di pensiero, di metodi e metodologie allenanti ed alimentari anche al di fuori degli ambienti in cui sono più conosciuto e questo penso di averlo fatto dignitosamente. Non esiste solo una via e non smetterò mai di cercare di farlo capire.

Concludo dicendo che, per quello che ho potuto vedere, NBFI ha finalmente fatto quel passo in avanti che ora la colloca come prima realtà italiana nel panorama del natural bodybuilding.

 

COACH

 

Have your say