Underground Bodybuilding Militia

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CONSIDERAZIONI SULL’ALLENAMENTO DELLE BRACCIA

Dall’anatomia all’ipertrofia degli arti superiori

 

 

Sviluppare bicipiti possenti è storicamente uno degli obiettivi a cui ambiscono i frequentatori delle palestre di tutto il mondo.

Come ben sappiamo, non si tratta, tuttavia, degli unici muscoli da considerare per far crescere braccia e, in generale, fisici armonici ed equilibrati.

E’ opportuno quindi conoscere, almeno a grandi linee, quelli che sono gli attori che intervengono per determinare il movimento, al fine di poter al meglio sfruttare ogni possibilità di intervento allenante.

Possiamo, in linea di massima, indicare una linea di demarcazione, distinguendo tra muscoli flessori e muscoli estensori del comparto del gomito, complesso articolare attorno al quale (ma non solo, come vedremo), si giocano le azioni muscolari.

I principali muscoli flessori sono:

-il brachiale

-il brachioradiale

-il bicipite brachiale

 

Tra gli estensori:

-l’anconeo

-il tricipite brachiale

 

 

Partiamo da alcune note di anatomia dei flessori del gomito:

 

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Il brachiale è il più potente flessore dell’avambraccio sul braccio, interviene in ogni sua azione indipendentemente dalla posizione del polso in quanto origina profondamente dalle facce anteriori dell’omero (dal secondo terzo prossimale a distale) portandosi sino all’ulna, inferiormente al processo coronoideo.

Il brachioradiale è un muscolo superficiale che origina dalla cresta sopracondiloidea e dall’epicondilo laterale dell’omero, decorre lateralmente sull’avambraccio, a metà del quale si continua come tendine che si va ad inserire alla stiloide radiale. Date queste premesse, si tratta di un flessore con principale intervento ad avambraccio in posizione intermedia tra pronazione e supinazione.

Il bicipite brachiale è un forte flessore del gomito e supinatore del polso, biarticolare nei due capi: il capo lungo, che origina dal margine superiore del cercine glenoideo della scapola, proseguendo col suo tendine lungo il solco bicipitale; e il capo breve, che origina dalla coracoide. Entrambi convergono in un unico tendine sulla tuberosità radiale con digitazioni sull’ulna. Il capo breve partecipa all’adduzione dell’omero, il lungo all’abduzione. Fissando l’inserzione distale, il bicipite lette il braccio sull’avambraccio e stabilizza anteriormente la testa dell’omero.  A gomito esteso e polso supinato flette la spalla.

 

 

Passiamo agli estensori:

Estensori-del-gomito-UBM CONSIDERAZIONI SULL’ALLENAMENTO DELLE BRACCIA

 

L’anconeo è un piccolo muscolo posteriore del gomito, dall’epicondilo si fissa nella zona superiore dell’ulna. È un debole estensore.

Il tricipite brachiale è il principale muscolo posteriore del braccio, potente estensore del gomito. Consta di tre capi: il capo laterale parte dalla faccia posteriore dell’omero al di sopra del solco del nervo radiale; il capo mediale, al di sotto; il capo lungo origina dal margine inferiore del cercine glenoideo della scapola. Tutti e tre convergono nell’olecrano dell’ulna tramite il loro tendine inserzionale. Il capo lungo è dunque l’unico biarticolare, e partecipa all’adduzione e all’estensione della spalla a gomito esteso.

 

 

 

La somma dei capi dei flessori del gomito pareggia quella degli estensori, ennesimo chiaro elemento di equilibrio di cui la natura ci ha fatto dono.

Dato tutto quanto sopra espresso, l’intervento della muscolatura del braccio e’ necessario in ogni movimento composto che implichi il coinvolgimento del gomito.

Quanto preponderante, dipenderà dalla modalità esecutiva, nonché da fattori di natura strettamente meccanica e/o di controllo.

Nel prossimo articolo andremo ad argomentare sulla scelta degli esercizi più adatti per il miglior coinvolgimento muscolare.

 

Dott. Fisioterapista Giuseppe Paone – Team UBM

 

 

 

 

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