Underground Bodybuilding Militia

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Il ritorno al “Mangia e Spingi”

 

Il mercato attuale del fitness mi impone di essere più social di quanto io lo voglia intimamente poiché oramai tutto si muove su internet e sui canali dei social network.

La meraviglia dell’era digitale, consiste nella straordinaria accessibilità a tutti delle informazioni più disparate e questo sarebbe un grandissimo strumento di crescita culturale laddove non fosse miseramente naufragato nei suoi presupposti di base.

Se è da una parte vero che oggi in internet possiamo trovare qualsiasi tipo di informazione, è altrettanto vero che le informazioni che si vanno a cercare vengono fruite in maniera del tutto orizzontale e superficiale, senza analisi verticale. La stessa scrittura o realizzazione di un video di contenuti deve essere forzatamente breve poichè il troppo stanca l’audience. Non vuole essere questo il caso, quindi andrò diretto al cuore della questione senza tediarvi ulteriormente.

Nei social il livello delle discussioni riguardanti il fitness è davvero bassissimo e la piccola parte dei post ed interventi meritevoli si perdono nella miriade di commenti inutili che li circondano poiché, purtroppo, è concesso a tutti il diritto di replica anche laddove non ci siano competenze reali a supporto.

La grande mole di informazioni scientifiche a nostra disposizione porta a due posizioni principali e contrapposte:

  1. I nerd del fitness
  2. I facilitoni del ‘mangia e spingi’

Nella prima categoria troviamo solitamente i divulgatori (verso cui nutro molta stima per certi versi) i quali basano ogni loro ragionamento o decisione su degli studi scientifici che portano a supporto di ogni loro affermazione, tralasciano però spesso l’esperienza sul campo e giungono ad affermare la validità di alcuni approcci (smentendone altri) senza averli provati personalmente per il solo fatto che sono o non sono, basati ‘su evidenze scientifiche’. A fare loro compagnia troviamo i tecnici da tastiera e cioè coloro i quali sono dei veri esperti della tecnica e della biomeccanica sulla carta, ma hanno pochissima conoscenza ed esperienza della stessa all’atto pratico. In questo senso molti corsi, anche universitari, non aiutano ed assistiamo ad un’aberrazione della realtà che viene plasmata e deformata dalla carta quando dovrebbe, semmai, essere il contrario.

La seconda categoria è forse quella più pericolosa e, negli ultimi giorni, noto un’exploit degli interventi di questo genere di persone. Questa categoria sostiene che allenamento ed alimentazione siano scienze semplici e che si debba tornare all’old school evitando di complicare eccessivamente le cose. Sostengono che molti metodi di allenamento sono solo trovate commerciali, così come lo sarebbe l’eccessiva attenzione all’alimentazione. In questa categoria, che io ho identificato con il banale ‘mangia e spingi‘, troviamo in realtà una schiera di persone vastissima che va dall’allenamento old school ai fanatici della IIFYM, dai fedelissimi del 4×8 ai nostalgici del mangiare ad libitum.

Io trovo tutti questi atteggiamenti di cui sopra molto pericolosi ed estremamente fuorvianti per chi si approccia al fitness o vorrebbe viverlo al meglio. Se da una parte, infatti, la ‘over complication of things’ è una cosa che ripudio anche io nei novizi, dall’altra non si può banalizzare ogni cosa facendo passare chi lavora di cesello per stupido o venditore di fumo.

Mi domando quindi in maniera non polemica: se sia l’allenamento che l’alimentazione sono così semplici e, dato che ognuno di voi penso abbia provato in vita sua ad avere questo approccio ‘easy‘ ed ‘old school‘ che consiste nell’ABC codificato, perchè così poche persone ottengono risultati considerevoli (ovviamente escludiamo le persone supportate che sono le prime a fare questo genere di affermazioni paventando i loro risultati frutti di metodi basilari salvo poi prodigarsi nelle medesime stravaganze giocando ai piccoli alchimisti, ndr.)?!?

Io capisco e condivido intimamente il concetto di semplificare le cose e penso che per il neofita sia la cosa più sensata, ma con il passare degli anni fisico e cervello hanno bisogno di stimoli nuovi, di qualcosa che sottoponga muscoli e cervello a fare qualcosa che non hanno mai fatto per ottenere qualcosa di diverso da ciò che hanno sempre ottenuto.

Ai miei occhi affermare che allenamento ed alimentazione devono rimanere basilari vita natural durante è come dipingere un quadro con i soli bianco e nero: possiamo anche ottenere un capolavoro, ma corriamo il rischio di perdere molte sfumature della realtà.

La critica che viene fatta a chi propone qualcosa di diverso è sempre quella di fare del marketing. Anche qui condivido parte di ciò che viene detto in quanto ogni cosa, in ogni lavoro, ha delle componenti commerciali di marketing e denigrare questa parte di un lavoro significa non capirne una sua componente essenziale e quindi peccare professionalmente. Anche lo stesso inneggiare ad allenamenti old school e/o ad alimentazioni IIFYM è fare marketing se ci pensate bene, poichè si sta comunque cercando di vendere un metodo: un metodo semplicissimo, ma pur sempre un metodo.

Un’analisi più approfondita fa poi notare che, anche dal punto di vista lavorativo e professionale, lo spiegare un metodo nuovo o delineare certe finezze porta via moltissimo tempo al Personal Trainer di turno. Vendere e perorare metodi basilari e/o di autogestione ha quindi un tornaconto economico e tempistico, senza contare le minori rotture di scatole per il professionista (si spera, ndr.) pagato per la loro spiegazione. Molto comodo in effetti!!!

Concludo quindi questo mio flusso di coscienza dicendo che ogni cosa va contestualizzata e messa nel giusto ordine: ci sono momenti in cui un approccio basilare è non solo opportuno, ma anche necessario e ce ne sono altri in cui il coach, come un bravo scultore, deve lavorare di fino e trovare metodi, esercizi, esecuzioni, alimenti, timing, che si plasmino sull’esigenza della persona che abbiamo di fronte donandole un valore aggiunto. E’ questo a costituire il nostro plusvalore.

COACH

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