Underground Bodybuilding Militia

Whatever you eat in the USA

 

Dopo una lunga assenza, prepcoach ritorna con un articolo di costume sulla società americana e sulle differenze che ci sono rispetto alla nostra Europa.

Quest’estate ho avuto modo di recarmi negli States, dove ho avuto modo di appurare, e soprattutto vivere, una realtà profondamente diversa dalla nostra.

Quello di cui tratterò qui è il punto di vista alimentare, senza dare giudizi di merito.

La mia prima sera negli Stati Uniti, mi ha visto entrare in un supermercato.

L’impatto è stato quello di un bambino di fronte alla vetrina di un negozio di giocattoli. Sono supermercati immensi, con decine di reparti e lunghissime corsie.

La temperatura è fredda, molto fredda, poichè l’aria condizionata viene tenuta bassissima e i banchi surgelati sono numerosi. Al loro interno si può trovare davvero qualsiasi cosa: dalla panetteria al dolciario, dal biologico al chimico/raffinato, dal surgelato al fresco.

Mi colpiscono subito la grande disponibilità di frutta, non corrisposta da un altrettanta presenza di verdure. In America si mangia moltissima frutta e pochissima verdura, in favore di moltissimi amidi e anche zuccheri semplici. Vedo dal vivo le ‘jams’, patate dolci dalle innumerevoli proprietà che sono diverse dalle nostre patate americane e poi vedo molti, moltissimi, frutti di bosco freschi che lì hanno un prezzo molto basso.

La parte dolciaria e di rosticceria è ricchissima e i colori sono davvero incredibili nelle torte che paiono davvero appena uscite dal famoso programma televisivo ‘Il boss delle torte’ che, tra l’altro, possiede anche una catena di bar-pasticcerie.

Vedo moltissima frutta secca che viene consumata come snack in grosse quantità. Al banco noto la presenza di diversi tipi di fesa di tacchino, ma la totale assenza di bresaola ed altri insaccati, nonchè della carne di cavallo che qui non viene praticamente venduta. In compenso esiste la carne di bisonte, più magra del petto di pollo e davvero tenera come un filetto di manzo.

Noto subito che i prezzi sono più bassi che in Italia per la maggior parte dei prodotti, fanno eccezione l’acqua (che costa quasi più delle bibite) ed il gelato.

Il capitolo bibite è davvero interessante, poichè vedo per la prima volta la Coca Cola vanilla, cherry, lime zero, caffeine e sugar free, cherry zero, vanilla zero, red bull total zero.

C’è una scelta smisurata di cibi light/zero ed è il Paese con il più alto tasso di obesità al mondo. Incredibile!

Noto anche la presenza della rivale della Coca Cola, la Dr. Pepper, che fa una bevanda (anche light) che mi ricorda il sapore dell’amarena Fabbri. Ci sono poi i Chrystal Light che sono delle bustine di dolcificante per acqua ai gusti di frutta che vengono fatti in decine e decine di gusti: anche qui si può scegliere tra zuccherati e sugar free.

Tralasciando l’aspetto salutistico dei dolcificanti, una persona si può davvero sbizzarrire, poichè ha modo di trovare prodotti incredibili a zero calorie o quasi. A questo proposito, come non citare i Walden Farm: una linea di prodotti zero zuccheri che propongono sia salse per insalate (ricchissimo anche il reparto salse che in USA vengono sempre messe sulle insalate), che dips, cioè creme.

Tra le creme si vedono misti formaggio e frutta e burro di arachidi con cioccolato e, per rimanere in tema, la scelta dei burro di arachidi è davvero sterminata, come quella dei tipi di pane che si trovano in decine di varietà tra le quali ricordo il pane di Ezechiele e i panini con uvetta dolce.

I reparti dei biscotti sono sterminati e ricchi di novità, come le gallette alla cannella o i cereali allo zucchero di canna piuttosto che alla cannella stessa (qui viene messa anche nelle chewin gum Orbit, poichè è una spezia apprezzatissima).

Il marchio dominante in questo reparto è la QUAKER che qui da noi propone i soli fiocchi d’avena, mentre in USA fa decine di prodotti, dai cereali ai biscotti agli snacks: super davvero!

Anche il reparto snacks fa vedere molte cose particolari, come le patatine all’aceto che sono squisite. Si vedono molti budini della JELL-O, molto buoni e ricchi di gusti, tra cui gli immancabili sugar free.

Il reparto latte fa emergere sorprese come il half and half: metà latte e metà panna.

In USA si mangia tanto, ma tanto davvero e questo si percepisce camminando per strada dove, complice la moltitudine di persone, si vede mangiare ad ogni ora.

Per strada, ci sono baracchini che vendono frutta, pretzel (squisiti quelli hand made di Auntie Anne’s), hot dogs, sandwiches giganti e succhi di frutta che sono dei veri e propri pasti. Un esempio di ‘spremuta’ è: 1 banana, 1 pesca, 500 g di mirtilli, fragole e metà mango: sfido chiunque qui in Europa a chiamarlo ‘succo’.

Ci sono molti fast food, ma non sono tutti malvagi: troviamo i DIGG INN che sono i vecchi PUMP ENERGY (ex fast food per bodybuilders che ora vendono healthy food), dove si può mangiare un ottimo pasto scelto tra una buona varietà.

Troviamo i WHOLE FOODS che sono supermercati con self service dove si paga a peso e si può mangiare davvero sano e poi troviamo i SUBWAY che sono dei posti dove ci si compone il proprio panino. Accanto a tutto ciò ci sono gli immancabili Mc Donald’s. Grande scoperta sono stati i FROZEN YO dove si mangia lo yogurt alla spina a peso: spettacolare!

Ci si compone la propria coppa con questo yogurt ghiacciato che è molto simile ad un gelato (che in USA costa parecchio) e lo si fa direttamente ‘spinandolo’ tra una scelta di 16 gusti, poi ci si aggiunge frutta, sciroppi e decorazioni/praline.

Immancabili ad ogni angolo gli Starbucks dove si trova di tutto…dai dolci da 500 Kcal a pezzo (quello che ne ha di meno ne ha sulle 350-400 mi pare), agli yogurt ai vari tipi di caffè aromatizzati. Io bevevo sempre ICED COFFEE GRANDE (grande è il formato più piccolo che hanno,ndr.) con 4 spruzzate di sciroppo sugar free vanilla (c’è anche caramel e hazelnut).

Ovviamente loro gli sugar free li bocciano in favore degli sciroppi normali.

In USA si trova davvero di tutto insomma, le torte sono esplosioni di colore e sembrano di plastica e le porzioni sono sempre immense. A tal proposito non è raro vedere 1/4 di torta come porzione di dolce nei DINERS, come vedrete dalle foto. Il dolce tipico americano oltre alla apple pie ricolma di cannella è sicuramente il donut che è una specie di krapfen a ciambella, quindi fritto, ricoperto di glassa/cioccolata e praline: è molto croccante al morso ed estremamente dolce (consiglio assolutamente Dunkn’Donuts).

Girando per le strade non si può non notare come la gente giri con bicchieri con dentro bevande varie, per la maggior parte milkshakes, frappuccino o frappè di frutta e crema.

Mi sono reso conto che è un Paese dei balocchi, dove si può trovare qualsiasi cosa di cui si abbia voglia e con questo includo anche una sterminata scelta di ristoranti etnici.

Personalmente ho avuto modo di provare giapponese, messicano, thailandese e diner americano: in tutti ho mangiato in maniera eccezionale e con grande soddisfazione. Ci si rende però conto che la cultura alimentare è scarsa: oltre all’imperare dei fast food, si nota la scarsità di verdure, la presenza massiccia di zuccheri, salse e burro a non finire.

Il consumo di frutta è fin troppo elevato in quanto oltre alle spremute già citate, anche le rare insalate presenti sono un misto di verdure e frutta (mi è capitato di mangiare ‘insalate con anguria e noci dentro). Mangiare sano e bene è possibile, ma è sicuramente difficile ed anche nei supermercati occorre destreggiarsi (consiglio a tal proposito Trader Joe).

E’ poi molto raro vedere americani bere acqua: la maggior parte delle persone beve bibite, succhi, caffè (quelli americani sono vere e proprie bevande). Quello che mi rimane è il ricordo di un bambino estasiato dalle novità ma, a ben pensare, non è tutto oro quello che luccica e non so se vorrei per i miei figli una cultura alimentare dove l’olio extravergine di oliva sull’insalata non è nemmeno concepito, mentre è normale buttarci sopra dello yogurt e maionese.

 

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